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 Giovanni Raineri

(Borgo San Donnino (PR) 1858 - Roma 1944) Nato da una famiglia della media borghesia emiliana (il padre era segretario comunale di Borgo San Donnino, un grosso  centro agricolo del parmense), si diplomò come perito agrario e, nel 1879, conseguì la laurea in Scienze agrarie presso la Regia scuola superiore di agraria a Milano.
 
Stimolato dal contatto con l'ambiente agrario di Piacenza, dove nel frattempo si era trasferita la famiglia, maturò il desiderio di farsi promotore del rinnovamento e del progresso in campo agricolo. Eletto segretario del locale Comizio agricolo, partecipò attivamente alle sue iniziative, convincendosi dell'importanza dell'associazionismo quale veicolo di sviluppo del settore primario e promuovendo la cooperazione tra i produttori agricoli tramite la costituzione di sezioni per gli acquisti collettivi di concimi chimici, materie prime e beni strumentali. Nel 1889 su questi temi convocò a Piacenza un convegno nazionale, dal quale scaturì l'indicazione di sviluppare e promuovere in tutta Italia i consorzi agrari, mediante il sostegno statale e l'azione di stimolo creditizio esercitato dalle banche popolari. Tre anni più tardi, nel 1892, nasceva a Piacenza, sotto la presidenza del Cavalieri, la Federazione italiana dei consorzi agrari: del nuovo organismo Raineri fu eletto direttore generale. L'opera organizzativa svolta in qualità di Direttore della Federazione si espresse indirettamente nell'impetuoso sviluppo dei consorzi federati: da 16 che erano nel 1892, salirono ad 81 nel 1895 e a 192 nel 1900.
 
Contemporaneamente dedicò grande attenzione ai problemi creditizi, entrando in contatto con Luzzatti, allora presidente dell'Associazione nazionale delle banche popolari, e intuendo le grandi potanzialità delle casse rurali ai fini della promozione della cooperazione agricola.
 
Forte dell'esperienza maturata come direttore generale alla Federazione dei consorzi, nel 1898 creò la "Sezione di propaganda per l'impiego nazionale di concimi chimici", intesa quale istituto insieme tecnico e cooperativo. Nel 1900 scrisse un'ampia e informatissima monografia sull'utilizzo e l'importanza dei concimi chimici per il miglioramento produttivo dell'agricoltura, apparsa ne L'Italia agricola alla fine del xx secolo. Da questa riflessione fu indotto a dare un impulso fondamentale alla creazione di imprese cooperative di produzione di perfosfati che, dirette dagli stessi agricoltori, fossero in grado di far concorrenza ai produttori privati. Nel 1902 Rainieri ottenne il primo importante riconoscimento dell'intensa attività svolta, venendo insignito dal Luzzatti del titolo di "cavaliere del lavoro".
 
Il 1905 rappresentò un anno importante per il Raineri, che venne nominato presidente della Federconsorzi ed eletto alla Camera nel collegio di Parma e Piacenza riscuotendo un largo consenso non solo tra le forze liberali, ma anche fra quelle cattoliche e radicali.
 
L'elezione in Parlamento, riconfermata in seguito per altre quattro legislature, sino al 1923, segnò il suo ingresso nella vita politica, che l'indusse ad abbandonare gradualmente la Federazione dei consorzi. L'attività parlamentare del Raineri fu costantemente caratterizzata dal desiderio di contribuire alla conoscenza e alla promozione su scala nazionale della cooperazione agraria. Nel 1908, dopo aver contribuito alla fondazione di organismi nazionali cooperativi, tra i quali il Comitato nazionale della mutualità agraria e l'Unione nazionale delle latterie sociali, costituì il Comitato agrario nazionale che, formato da parlamentari appartenenti a diversi schieramenti politici, aveva lo scopo di coordinare l'attività legislativa a favore del settore cooperativo rurale. Contemporaneamente delineò un avanzato programma di politica agraria, che prevedeva al primo punto la formazione di un autonomo ministero dell'agricoltura. A reggere il Ministero di agricoltura, industria e commercio venne chiamato per la prima volta da Luzzatti nel 1910. Nel 1916 fu nuovamente designato al Ministero dell'agricoltura, reso nel frattempo indipendente, nel governo Boselli.
 
Nella difficile congiuntura bellica Raineri intensificò l'azione di coordinamento fra lo Stato e gli organismi della cooperazione agraria, ideando una complessa ma efficace strategia organizzativa di rifornimento annonario. Nel dopoguerra, tra il 1920 e il 1922, Raineri ricoprì nuovamente incarichi di governo in qualità di ministro delle Terre liberate. Coerentemente con la propria impostazione volle che l'opera di ricostruzione dei territori annessi all'Italia fosse sostenuta dallo sviluppo di consorzi e cooperative. L'ascesa del fascismo lo obbligò tuttavia a ritirarsi dalla scena politica, dopo che nel 1924 era stato nominato senatore del regno. Morì il 26 novembre 1944, all'età di 86 anni. 
 
Per approfondire:
V. Cavallaro, Artefici del movimento cooperativo. Giovanni Raineri e la sua opera per la cooperazione rurale di fine secolo, in "La Rivista della cooperazione", nn.1-2; 3-4; 5-6, 1965.


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