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 Augusto Degasperi

(Civezzano (TN) 1893 – Milano 1966) Augusto Degasperi, fratello minore di Alcide, nasce a Civezzano il 18 aprile 1893. Lì trascorre la sua infanzia finché non si trasferisce a Trento, dove frequenta il ginnasio. Prosegue i suoi studi a Vienna, ma si laurea in giurisprudenza a Padova.
 
Dopo la Prima guerra mondiale, è designato dalla Federazione consorzi cooperativi, quale fiduciario delle Cooperative di consumo federate, che deve rappresentare e tutelare nei rapporti col commissario provinciale ripartitore per il Trentino. Partecipa in qualità di invitato alle sessioni del Comitato diocesano, per il quale mantiene stretti contatti con i rappresentanti della Federazione nazionale delle cooperative di consumo a Milano. In questo periodo è nominato vicepresidente del SAIT, consorzio della cooperazione di consumo trentina, e prende parte, dall’ottobre del 1920, con Valentino Toffol (vicepresidente della Federazione) Emilio Morghen, alla commissione governativa della Venezia Tridentina per la revisione delle Cooperative di consumo. La commissione è istituita presso il sottosegretario di stato per gli approvvigionamenti e consumi con l’incarico di stabilire i requisiti che le cooperative devono avere per essere ammesse alla distribuzione dei generi forniti o controllati dallo Stato e l’onere di redigere l’elenco di quelle che possono esservi accettate.
 
Il 29 dicembre dello stesso anno viene eletto, con Giuseppe Conci, rappresentante delle Cooperative federate presso il Consorzio granario provinciale, un ente di approvvigionamento che fino a quel momento aveva distribuito merce solo ai comuni. Il 26 giugno 1921 viene chiamato a rappresentare, oltre al SAIT, la Federazione dei consorzi cooperativi al congresso della Federazione nazionale delle cooperative di consumo tenutosi a Genova, e poi a Milano, durante il quale tiene una relazione alla XXIV assemblea congressuale del 1922. A quella seguente, Degasperi plaude all’opera di assestamento del movimento cooperativo compiuta dalla Federazione, «la più bella attestazione della potenza e della saldezza della nostra organizzazione, […] indice della solidarietà effettiva che regnava e regna nel campo cooperativistico nostro. Solidarietà che ci ha permesso non solo di risollevarci dalle disastrose condizioni in cui ci aveva portati la guerra, ma ci ha permesso altresì di progredire e migliorare repentinamente e sensibilmente […] tanto che oggi possiamo con forza dichiarare che la nostra organizzazione cooperativa nel Trentino […] versa in condizioni indubbiamente migliori che non l’organizzazione cooperativa nelle altre Provincie d’Italia».
 
Nel 1923 è direttore del SAIT, carica che mantiene fino al commissariamento del 1926, quando viene allontanato a causa delle sue idee antifasciste. Incomincia così, per Degasperi, come per tanti altri, un periodo di vita duro e difficile che non lo distoglie, però, dal suo entusiasmo e dalla sua operosità. Finisce così per essere arrestato e rinchiuso in carcere. Liberato si occupa di varie iniziative economiche a Borgo Valsugana, a Padova ed a Milano. Importante è anche la sua opera in seno al Gruppo Alta Italia del Comitato di liberazione nazionale.
 
Cessata la Seconda Guerra mondiale, è commissario nazionale dell’Alleanza nazionale delle cooperative e in questa vece fa licenziare in blocco tutto il personale dell’Ente nazionale fascista della cooperazione per poi riassumerlo epurato. Il 28 agosto 1945 viene eletto presidente del SAIT, carica che conserva fino alla sua morte. Nel periodo della sua presidenza è affiancato prima da Demetrio Osele e poi da Maurizio Monti, in qualità di direttori. Nel 1946, sotto la sua presidenza, il SAIT, dato il preminente indirizzo cristiano sociale, decide di aderire alla Confederazione delle cooperative italiane, l’anno seguente al Co.Na.P., la Cooperativa nazionale per il petrolio, entrambe con sede a Roma, e nel 1949, alla Società commerciale prodotti per l’agricoltura, con sede a Milano.
 
Nell’organizzazione cooperativa ricopre incarichi pure a livello nazionale quale presidente, fino al 1962-’63, dell’EICA (Ente italiano cooperativo approvvigionamenti), a cui il SAIT è associato dal 1945. Il suo intento è quello di sviluppare al massimo la collaborazione dell’ente centrale italiano con gli enti di II grado. Muore a Milano il 13 dicembre 1966.
 
Per approfondire:
Fabio Giacomoni – Renzo Tommasi, Le radici della cooperazione di consumo trentina, Trento, Publistampa, 1999.


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