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 Cer

Il primo dicembre 1947, a Bologna, per iniziativa di cinque cooperative di orientamento cattolico, si costituisce il Consorzio interprovinciale fra le cooperative di produzione e lavoro. Esso avrebbe dovuto rappresentare un punto di riferimento per le costituende cooperative “bianche” fra muratori o artigiani della regione emiliano-romagnola, ma fin da subito pagò un forte isolamento, perlopiù determinato dalla debolezza delle strutture locali della centrale cooperativa cattolica. Per circa un anno, infatti, il consorzio non fu opererativo, e venne rifondato il 23 dicembre 1948 col nome di Consorzio provinciale delle cooperative; poi, nel 1950, assunse la denominazione attuale di Consorzio emiliano romagnolo fra le cooperative di produzione e lavoro (Cer). Per oltre un decennio, il desiderio di operare a livello regionale restò esclusivamente un’ambizione, dato che si mosse solo nella provincia di Bologna e, in misura minore, in quelle limitrofe.
 
Fino alla metà degli anni cinquanta i problemi di isolamento persistettero, a causa delle difficoltà di dialogo con molte amministrazioni locali, politicamente orientate a sinistra e spesso in ottimi rapporti con le cooperative affiliate alla Lega. Al di là di queste difficoltà, che ne impedirono un’ascesa fin dagli esordi, negli anni del miracolo economico, il Cer fu un organismo fondamentale per la promozione ed il sostegno di sodalizi di ispirazione cattolica. Il suo compito principale era l’acquisizione di appalti pubblici, che venivano poi ceduti alle associate, spesso senza grandi oneri di intermediazione, tanto che quasi sempre a fine anno era presentato un bilancio praticamente in pareggio o addirittura in lieve flessione. Un primo slancio si ebbe nel 1957, con l’assunzione della direzione tecnica di alcuni appalti Ina-Casa: ciò permise anche di aumentare gradualmente il numero delle cooperative iscritte, molte delle quali erano in zone appenniniche e trovavano nel Cer il mezzo per uscire dalla segregazione valliva.
 
Nel 1962, il consorzio venne ristrutturato e poté operare anche in zone distanti come il Reggiano, il Parmense o il Riminese, dove riuscì a raccogliere nuove adesioni e proseguire in quel processo di espansione che ne aveva caratterizzato il percorso di affermazione. Negli anni sessanta e settanta, le principali fonti di lavoro vennero dal Consorzio per la bonifica renana e dalla Gescal (Gestione case per i lavoratori). Successivamente, in un periodo in cui le tensioni politiche tra democristiani e partiti operaisti si erano un poco allentate e, soprattutto, in cui la cooperazione si era progressivamente emancipata dai paradigmi ideologici, maturarono alcune importanti e significative collaborazioni con le omologhe strutture di Legacoop. Attualmente il Cer è un’importante realtà economica, e probabilmente, nell’insieme degli organismi del comparto edile che aderiscono a Confcooperative, è quello principale per tradizione, dimensione e dinamismo.
 
Fonti:
Allo stato attuale non esistono contributi storiografici sul Cer; la scheda è stata costruita a partire da fonti primarie (atto costitutivo, statuto, verbali, ecc.) reperite presso l’Archivio aziendale del Cer.

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