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Home > Legislazione > Italiana > Periodo Repubblicano > Decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385

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 Decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, Capo V

ARTICOLO 1  Delega 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro........ dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi recanti la riforma organica della disciplina delle società di capitali e cooperative, la disciplina penale delle società commerciali, nonché nuove norme sulla giurisdizione per la definizione delle cause e dei ricorsi camerali nelle materie di cui all'articolo 11, comma 1, lettera b). 2. La riforma, in coerenza con la normativa comunitaria e in conformità ai principi e ai criteri direttivi previsti dalla presente legge, realizzerà il necessario coordinamento con le altre disposizioni vigenti, ivi comprese quelle in tema di crisi dell'impresa.
ARTICOLO 5 Società cooperative 1. La riforma della disciplina delle società cooperative di cui al titolo VI del libro quinto del Codice civile e alla normativa connessa è ispirata ai principi generali previsti dall'art. 2 in quanto compatibili nonché ai seguenti principi generali: a) assicurare il perseguimento dello scopo mutualistico da parte dei soci cooperatori; b) favorire l'accesso delle società cooperative al mercato dei capitali anche attraverso un'adeguata tutela dei soci finanziatori; c) favorire la partecipazione dei soci cooperatori alle deliberazioni assembleari e rafforzare gli strumenti di controllo interno sulla gestione; d) limitare, in conformità con il dettato costituzionale, il controllo dell'Autorità Governativa alla cooperazione protetta. 2. In particolare, la riforma è ispirata ai seguenti principi e criteri direttivi: a) prevedere che alle società cooperative si applichino, in quanto compatibili con la disciplina loro specificamente dedicata, le norme dettate rispettivamente per la società per azioni e per la società a responsabilità limitata a seconda delle caratteristiche dell'impresa cooperativa e della sua capacità di coinvolgere un elevato numero di soggetti; b) prevedere che le norme dettate per le società per azioni si applichino, in quanto compatibili, alle società cooperative a cui partecipano soci finanziatori o che emettono obbligazioni. La disciplina dovrà assicurare ai soci finanziatori adeguata tutela, sia sul piano patrimoniale sia su quello amministrativo, nella salvaguardia degli scopi mutualistici perseguiti dai soci cooperatori. In questa prospettiva disciplinare il diritto agli utili dei soci cooperatori e dei soci finanziatori e i limiti alla distribuzione delle riserve, nonché il ristorno a favore dei soci cooperatori riservando i più ampi spazi possibili all'autonomia statutaria; c) prevedere, al fine di incentivare il ricorso al mercato dei capitali, salve in ogni caso la specificità dello scopo mutualistico e le riserve di attività previste dalle leggi vigenti, la possibilità, i limiti e le condizioni di emissione di strumenti finanziari, partecipativi e non partecipativi, dotati di diversi diritti patrimoniali e amministrativi; d) prevedere norme che favoriscano l'apertura della compagine sociale e la partecipazione dei soci alle deliberazioni assembleari, anche attraverso un ampliamento della possibilità di delegare l'esercizio del diritto di voto, sia pure nei limiti imposti dalla struttura della società cooperativa e dallo scopo mutualistico; e) prevedere che gli statuti stabiliscano limiti al cumulo degli incarichi e alla rielleggibilità per gli amministratori, consentendo che gli stessi possano essere anche non soci; f) consentire che la regola generale del voto capitario possa subire deroghe in considerazione dell'interesse mutualistico del socio cooperatore e della natura del socio finanziatore; g) prevedere anche per le cooperative il controllo giudiziario disciplinano dall'art. 2409 del Codice civile, salvo quanto previsto dall'art. 70 comma 7, del Dlgs 1/9/1993, n. 385 e successive modificazioni; h) definire la cooperazione protetta e predisporre i relativi strumenti di vigilanza valorizzando anche le funzioni delle associazioni di categoria; i) eliminare il controllo dell'autorità governativa sulle cooperative non protette; l) coordinare la disciplina delle società cooperative con quella sulla cooperazione bancaria.


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