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 Legge 10 febbraio 1948, n. 105

DISPOSIZIONI SULL’ORDINAMENTO DELLE BANCHE POPOLARI
Il Presidente della Repubblica: Visto l’art. 4 del decreto – legge Luogotenenziale 25 giugno 1944, n. 151, con le modificazioni ad esso apportate dall’art. 3, comma primo, del decreto legislativo Luogotenenziale 16 marzo 1946, n. 99; Viste le disposizioni transitorie I e XV della Costituzione; Visto l’art. 87, comma quinto, della Costituzione; Sulla proposta del Ministro per il tesoro, di concerto con i Ministri per la grazia e giustizia e per il lavoro e la previdenza sociale; Promulga il seguente decreto legislativo, approvato dal Consiglio dei Ministri con deliberazione del 7 febbraio 1948:
Art.1. Possono denominarsi banche popolari e sono soggette alle disposizioni del presente decreto soltanto le società cooperative a responsabilità limitata, autorizzate alla raccolta del risparmio ed all’esercizio del credito.
Art.2.
La denominazione sociale degli enti di cui all’art. 1 del presente decreto, in qualunque modo formata, deve contenere la indicazione di società cooperativa a responsabilità limitata.
Art.3.
Le banche popolari sono soggette alle disposizioni del regio decreto – legge 12 marzo 1936, n. 375 (1) , e successive modificazioni e integrazioni, e sono esenti dai controlli previsti negli articoli 2542 e seguenti del Codice civile.
Art.4. Non si può procedere alla costituzione di una banca popolare se i soci non raggiungono almeno il numero di trenta o quello maggiore che sia determinato di volta in volta dall’organo di cui per legge è demandata la vigilanza sulle aziende di credito, tenuto conto della popolazione e dell’importanza del Comune ne quale il costituendo istituto avrà la sede sociale. Ove, in prosieguo di tempo, il numero dei soci diventi minore di quello previsto dal comma precedente, esso deve essere reintegrato nel termine di un anno, in caso contrario, l’azienda, deve porsi in liquidazione. Ciascun socio può avere tante azioni il cui valore nominale non superi il ventesimo del capitale sociale, con un massimo di L. 300.000. La sospensione dell’ammissione di nuovi soci deve essere deliberata, anche in deroga ad espresse disposizioni statutarie, dall’assemblea straordinaria dei soci; la deliberazione relativa è valida fino al termine di un anno dalla data in cui è stata adottata.
Art.5. La facoltà di convocare assemblee separate e di dare il voto per corrispondenza può essere ammessa con l’atto costitutivo o con successiva modificazione statutaria soltanto previa autorizzazione dell’organo cui per legge è demandata la vigilanza sulle aziende di credito.
Art.6.
Ciascun socio ha un solo voto. La delega ad esercitare il voto non può essere conferita né agli amministratori né ai dipendenti.
Art.7. La nomina degli amministratori e dei sindaci è riservata esclusivamente all’assemblea dei soci. L’atto costitutivo può stabilire che il Consiglio di amministrazione sia rinnovato in tutto o in parte alla fine di ogni esercizio.
Art.8
La quinta parte degli utili netti annuali deve essere destinata alla riserva legale fin quando questa non abbia raggiunto la metà del capitale sociale. Raggiunta tale cifra, deve essere destinata alla riserva legale la decima parte degli utili netti annuali. La quota di utili che non sia assegnata alla riserva legale, a eventuali riserve statutarie o a riserva straordinaria e che non sia distribuita ai soci, è destinata ad opere o ad enti di pubblica beneficenza e assistenza.
Art.9
La società può accordare anticipazioni ai soci sulle proprie azioni entro i limiti stabiliti caso per caso dall’organo cui per legge è demandata la vigilanza sulle aziende di credito, limiti che non potranno in ogni caso eccedere il 40% delle riserve legali.
Art.10 Gli atti costitutivi delle banche popolari possono contenere particolari norme sul rilascio di duplicati dei libretti di risparmio con depositi non superiori alle lire cinquemila.
Art.11 La società può rilasciare, previo assenso dell’organo cui per legge è demandata la vigilanza sulle aziende di credito, libretti di piccolo risparmio speciale nominativi, alle condizioni di favore previste dalle vigenti disposizioni per determinate categorie di soci, specie delle classi meno abbienti.
Art.12 In caso di smarrimento, sottrazione o distruzione del titolo azionario il socio ha il diritto di ottenere dalla società il rilascio di un duplicato a sue spese. La denuncia dell’interessato deve essere, a cura della banca, affissa nei locali della sede centrale e della sede secondaria nella circoscrizione della quale ha domicilio il denunciante, con diffida a chiunque vi abbia interesse a proporre l’opposizione. Il rilascio del duplicato può avvenire soltanto dopo un mese dall’affissione e dopo che l’assemblea abbia deliberato sul bilancio dell’esercizio nel corso del quale è stato denunziato lo smarrimento, sottrazione o distruzione del titolo azionario e purchè nel frattempo non siano intervenute opposizioni da parte del terzo detentore. Anche prima del rilascio del duplicato il socio può esercitare i diritti inerenti alle azioni delle quali ha denunciato lo smarrimento, sottrazione o distruzione, salva, se del caso, la prestazione di idonea garanzia. Il rilascio del duplicato non pregiudica le ragioni del detentore verso chi ha ottenuto il nuovo titolo.
Art.13
La deliberazione dell’assemblea straordinaria diretta ad uniformare l’atto costitutivo delle società cooperative di credito alle disposizioni del Codice civile e del presente decreto sono valide, in seconda convocazione, qualunque sia il numero dei soci presenti o rappresentati. Tale norma si applica anche in deroga alle norme contenute nell’atto costitutivo, purchè la deliberazione abbia luogo entro un anno dall’entrata in vigore del presente decreto.
Art.14 I consorzi esercenti il credito costituiti secondo le leggi della cessata monarchia austro-ungarica, operanti nella Venezia Giulia e Tridentina e disciplinati dal primo capoverso dell’art. 41 del regio decreto 4 novembre 1928, n. 2325, possono conservare il loro attuale ordinamento e la denominazione di consorzi economici a garanzia limitata.
Art.15 Le società non cooperative le quali, in forza delle norme di cui alla legge 14 aprile 1927, n. 531, hanno mantenuto nella loro denominazione la qualifica di banca popolare conservarla.
Art. 16 Il presente decreto entra in vigore nel trentesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella “Gazzetta Ufficiale”.


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