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 Sudafrica

Nel 1902 fu fondata in Sudafrica la Cooperativa Agricola Boera, la prima cooperativa nel Paese e in tutta l’Africa sub-Sahariana. Gli sviluppi successivi furono lenti, ma nel 1919 c’era un numero di associazioni sufficiente a garantire la formazione della Associazione Cooperative Agricole Federate (di nuovo la prima nell’Africa sub-sahariana) ed un anno dopo della Federazione Cooperative Agricole Oltreoceano, che concluse un accordo per invitare la propria produzione agricola alla Società Cooperativa Inglese all'ingrosso. Nel 1922 fu emanata la prima legislazione cooperativa. Da allora una crescita modesta ha caratterizzato le cooperative sia Europee che Native anche se, come in altri casi, i benefici non erano distribuiti equamente tra i due gruppi. A metà degli anni ’30 la rivista ILO Cooperative Information pubblicò due articoli sulle cooperative sudafricane. Il primo riportava i primi passi delle cooperative di credito, di consumo e agricole tra i Nativi; il secondo lo sviluppo decisamente superiore che avevano raggiunto le cooperative degli Europei: 272 società con 84.815 soci. Le cooperative furono coinvolte nella distribuzione, nelle assicurazioni alle coltivazioni, nella vendita, nell' industria e nei servizi. Nel 1947 le cooperative (sia Native che Europee) si erano incrementate in numero e in soci, fino a raggiungere le 376 società (incluse 3 cooperative agricole) e 254.153 soci. Di particolare importanza fu la crescita del movimento tra i non Europei. Le cooperative continuarono una crescita modesta ed il movimento si sviluppò negli anni ’70 grazie alla formazione di varie federazioni. A quel punto le informazioni sullo sviluppo cooperativo diminuirono, come conseguenza della campagna mondiale contro l’apartheid in Sudafrica. Un rapporto ILO del 1995 dal titolo Privatizzazione dei Servizi Cooperativi nell’Est e nel Sud dell’Africa, registrò la presenza di 618 società, 41 federazioni e 318.378 soci, meno di 1% della popolazione del Paese. Un rapporto ICA del 1997 segnalò la presenza nel ’92 di 461 cooperative con 310.192 soci (lo 0,76% della popolazione) nei seguenti settori: agricolo—248/167.580; bancario—10/2.067; commerciale—203/140.545. Con le sue piccole dimensioni il movimento cooperativo del Paese dovrà attraversare drastici cambiamenti nella struttura e nel controllo. Il commercio agricolo è sempre stato e continua ad essere in mano ai bianchi in Sudafrica e Zimbawe. La gente di colore richiede riforme terriere e nuove distribuzioni dei terreni e disdegna i sistemi di controllo e di proprietà esistenti. Il commercio, l’altro grande settore cooperativo, presenta maggiori opportunità di integrazione. Le società di credito furono introdotte per la prima volta a Città del Capo attraverso varie strutture ecclesiastiche e raggiunsero un certo successo anche prima dell’eliminazione dell’apartheid. Esse registrano una adesione cooperativa davvero minima, lo 0,02% della popolazione, ma aspirano a diventare un grande movimento nazionale.
 
Fonte:
Jack Shaffer, Historical Dictionary of the Cooperative Movement, The Scarecrow Press, Inc. Lanham, Md., & London 1999.

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