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 Bulgaria

Con la disintegrazione dell’Impero Ottomano e dell’Impero austro-Ungarico si ebbe una graduale infiltrazione dell’influenza dell’Europa Occidentale sia in Bulgaria che nel resto della regione Balcanica. La crescente consapevolezza delle esperienze delle cooperative di credito tedesche Raiffeisen, delle cooperative di produzione francesi e delle cooperative di consumo Britanniche portò la Bulgaria ad intraprendere notevoli sforzi per emularle, quindi, migliorare il destino della nazione. La prima società di credito fu fondata nel 1863. Il periodo che va dal 1890 alla fine del secolo vide la formazione della prima società di credito agricolo (la Oralo, fondata a Mirkovo, adesso parte di Sofia). Una cooperativa di produzione di vino, una di panettieri ed una di sericoltura iniziarono presto la loro attività e furono subito imitate. Nel 1918 erano presenti 994 cooperative ed erano stati organizzati 6 federazioni nazionali e regionali. Questi passi continuarono con crescente successo e nel 1946 si contavano 4.603 cooperative con 83 federazioni regionali e nazionali. Durante i primi cinque anni del governo comunista (1944-48) i settori industriale e bancario furono nazionalizzati e fu iniziata la collettivizzazione delle terre. Vennero promosse, con qualche successo, fattorie collettive e cooperative di produzione sulla base delle terre possedute in comune dagli agricoltori. Le cooperative di produzione lavoro erano più tollerate che incoraggiate ed ebbero un impatto economico minore, ma continuarono a fornire servizi artigianali e di manutenzione. Furono anche utilizzate per alcuni servizi sociali, che includevano una rete di cooperative per disabili. Le cooperative di consumo si rafforzarono sia in numero che nelle attività svolte e cominciarono ad essere coinvolte in quasi tutti gli aspetti della produzione e del rifornimento di beni e servizi per l’intera popolazione. Esse organizzarono anche una struttura di educazione e formazione per il proprio personale di direzione e manodopera; l’associazione all'ICA divenne il punto di contatto delle cooperative Bulgare con la comunità cooperativa internazionale. A partire dal collasso del sistema centralizzato comunista (1989-1990), le cooperative Bulgare hanno operato una transizione in direzione di un futuro più orientato verso il mercato e, grazie all’ICA e ad altri interventi internazionali, hanno stabilito la loro legittimità come istituzioni economiche private. Sono state formate nuove Federazioni e cooperative bancarie e la ristrutturazione del movimento è tuttora in corso, così come la ridefinizione dei diritti di proprietà delle istituzioni cooperative precedentemente controllate dallo stato. Un rapporto dell’ICA del 1998 fornisce i dati statistici più recenti presentando, nel 1996, un numero di 4.814 cooperative con 1.213.000 soci (il 14,0% della popolazione) nei seguenti settori: agricolo—3.267/743.000; consumo—1.121/430.000; produzione lavoro—42/40.000. Esisteva anche una banca cooperativa ampiamente utilizzata dall’intero movimento.
 
Fonte:
Jack Shaffer, Historical Dictionary of the Cooperative Movement, The Scarecrow Press, Inc. Lanham, Md., & London 1999.


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