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 Polonia

La prima cooperativa organizzata in Polonia (una società agricola) risale al 1816, quando il territorio polacco era diviso tra Austria, Prussia e Russia. Questa divisione durò per tutto il diciannovesimo secolo, ma le cooperative si svilupparono in tutte e tre la regioni. Ci fu un notevole incremento cooperativo a partire dal 1860 e, dal momento in cui la Polonia si riguadagnò l’indipendenza dopo la prima guerra mondiale, si era già sviluppata una infrastruttura cooperativa di base che coinvolgeva cooperative agricole, bancarie, di consumo, casearie ed industriali. La prima legge cooperativa fu emanata nel 1920 e lo stesso anno fu formato un Consiglio Cooperativo di Stato. Nel 1921 nacque un Istituto di ricerca Cooperativa, il primo al mondo, e la prima cooperativa polacca di abitazione. L’Ufficio Statistico Centrale del governo riportò nel 1924 un totale di 14.563 cooperative nei seguenti settori: agricoltura—907; coop di abitazione ed immobiliari—676; coop di consumo—5.518; credito—5.665; coop casearie e di produzione uova—536; coop di acquisto di materie prime—381; altre coop di vendita e acquisto—362; varie altre cooperative—518. La crescita e la strutturazione del movimento cooperativo continuò su una linea simile a quella degli altri Paesi Europei durante il periodo tra le due guerre, con una attenzione particolare alle cooperative culturali (di arte, musica e teatro) ed a quelle per le persone disabili (soprattutto veterani di guerra). Le cooperative polacche sono state parte attiva del movimento cooperativo internazionale e parteciparono alla Conferenza di Londra del 1945, durante la quale l’ICA fece i primi passi per ristabilire le relazioni ed i contatti tra le cooperative resi difficili dalla seconda guerra mondiale. Il periodo successivo alla guerra vide le cooperative polacche riformularsi sul modello di quelle dell’URSS, con una enfasi particolare sull’adempimento di specifici ruoli sociali ed economici definiti dal Partito Comunista e dal governo. Rappresenta una eccezione a questo modello il fatto che in Polonia non si attuò nessuna collettivizzazione dell’agricoltura, che rimase, invece, in mano ad agricoltori privati. Durante il periodo comunista le cooperative continuarono a crescere in numero ed influenza. Alla fine del 1988, poco prima del collasso del sistema comunista nell’Europa dell’est, il profilo del movimento cooperativo in Polonia era il seguente: società agricole—2.006/soci 1113.200; produzione agricola—2.086/190.400; acquisti agricoli—1.912/3.531.500; consumo—397/2.957.500; coop casearie—323/1.199.400; coop per disabili—454/233.500; settore artigianale—562/137.400; industriale—2.461/458.100; bancario—1.663/2.566.100; altri settori—101/11.500. Il totale complessivo era di 15.233 cooperative con 14.969.119 soci, il 39,5% della popolazione polacca. Il governo post-comunista del 1990 vide il movimento cooperativo con grande sospetto, soprattutto i suoi dirigenti, considerati parte di quella leadership che aveva governato il sistema precedente. Furono emanate delle leggi che abolivano qualsiasi struttura cooperativa, tranne quelle primarie, e che cancellavano il Consiglio Supremo delle Cooperative. Le società cooperative non venivano considerate elementi importanti nel nascente sistema del libero mercato e sarebbero sopravvissute o fallite in base alla loro abilità di competere per numero di soci e alla loro validità economica. A partire dal 1992 c’è stata una diminuzione significativa nel numero di soci, molte coop si sono dimostrate non compatibili con il nuovo sistema e la loro incidenza è crollata. Segni positivi del persistere del movimento sono stati tuttavia l’organizzazione di nuove federazioni di settore, l’elezione di una nuova leadership e l’opportunità per i cooperatori di far parte di organizzazioni indipendenti con i propri programmi di attività. Il periodo di riadattamento è tuttora in corso. L'ICA ha riportato nel 1994 la presenza di 19.186 cooperative con un totale soci di 6.092.000 (il 15,9% della popolazione). Un rapporto ICA del ’98, preparato per l’Unione Europea e riguardante la situazione del 1996, registrò in Polonia 13.774 cooperative con oltre 2.584.638 soci. Le statistiche recenti sul totale di soci cooperativi sono troppo lacunose per stabilire l’adesione cooperativa nazionale, ma si può notare che la situazione cooperativa in Polonia è ancora nella fase di riadattamento al nuovo ordine sociale.
 
Fonte:
Jack Shaffer, Historical Dictionary of the Cooperative Movement, The Scarecrow Press, Inc. Lanham, Md., & London 1999.

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