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 Paesi Bassi

I Paesi Bassi fanno parte di quel ristretto numero di nazioni Europee in cui il movimento cooperativo su larga scala si è stabilito molto presto. Già nel 1855 (solo due anni dopo il Regno Unito) era stata adottata una legislazione concernente le cooperative. La prima, una coop di consumo che aprì la strada ad una rete ampia e dinamica, fu fondata nel 1860. Le cooperative di credito agricolo avevano raggiunto un livello sufficiente di organizzazione già dal 1890, tanto che venne fondata una unione di cooperative di credito di tipo Raiffeisen (predecessore dell’attuale Rodobank). L’importanza del movimento cooperativo olandese fu sancita anche dalla scelta della città di Delft come luogo per il Terzo Congresso dell’ancora sconosciuta ICA nel 1897. Da quell’anno in poi iniziarono a sorgere coop di consumo, di credito, casearie, di orticultura e commerciali; seguite, nel decennio successivo, dalle relative federazioni per ciascun settore, ma anche da cooperative più specifiche per la produzione di zucchero, sapone, fertilizzanti, società di assicurazioni, una cooperativa di distribuzione all'ingrosso ed una federazione di cooperative di abitazione. Questo aspetto variegato del movimento cooperativo olandese persiste tuttora, dopo essere sopravvissuto alle due guerre mondiali e alla crisi economica degli anni ’30. Nel 1942 si potevano contare ben 3.402 cooperative nel Registro del Commercio Olandese, 2.444 di esse ricoprivano vari ambiti del settore agricolo. Nel 1947, con la ricostruzione successiva alla guerra, questa cifra si incrementò ulteriormente fino a 3.755, di cui 2.818 nel settore agricolo. Un ulteriore passo avanti è stato il consolidamento, in particolar modo delle società agricole, ottenuto con l’amalgamazione di società minori in grandi e più sofisticate imprese cooperative. Alcuni potrebbero osservare che le cooperative Olandesi sono degne di nota per il fatto che ignorano il tipico principio cooperativo della neutralità politica e religiosa, essendo molte coop organizzate sotto l'ispirazione ideologica Protestante, Cattolica, Socialista e Cristiano-Democratica. All’interno del movimento è stata spesa molta energia per tentare di superare queste tendenze separatiste e questo compito è stato facilitato con la fondazione di un Consiglio Cooperativo Nazionale. Un rapporto della commissione sull’Economia e la Società dell’Unione Europea del 1986 offre un ritratto molto dinamico del settore agricolo, come delle cooperative di consumo anche all'ingrosso di credito, di assicurazione e di abitazione. I dati statistici  incompleti, stimarono un totale di soci delle cooperative olandesi di 2.900.000. Nel rapporto EUROSTAT sulle cooperative dell’Unione Europea si nota che allora esistevano 4.106 cooperative, ma non era disponibile alcun dato riguardo al numero di soci. Alcuni dati dell’ICA del 1997 mostrano un movimento cooperativo di 2.492 società con un totale di 6.446.000 soci (il 41.1% della popolazione) nei seguenti settori: agricolo—271/296.000; consumo—1/70.000; abitazione—900/1.550.000; farmaceutico—50/3.700; bancario—970/825.000; produzione lavoro—300/5.000.
 
Fonte:
Jack Shaffer, Historical Dictionary of the Cooperative Movement, The Scarecrow Press, Inc. Lanham, Md., & London 1999.

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