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 Il consorzio cooperativo Conserve Italia

Il consorzio cooperativo Conserve Italia venne creato nel 1976 da 9 consorzi di cooperative ortofrutticole: Arp di Piacenza, Copar di Ravarino (Mo), Calpo di Barbiano (Ra), Conalma di Albinia (Gr), Scac di Senigallia (An), Vog di Bolzano, Corac di Lavello (Pz), Concoper e Concosa di Battipaglia (Sa). Il più antico fra i nove era la Calpo di Barbiano che risaliva al 1966, anno in cui un gruppo di cooperative ortofrutticole emiliano romagnole decise di acquisire gli stabilimenti di Cotignola e di Barbiano (in provincia di Ravenna) di una società privata, la Valfrutta.
 
Conserve Italia, che divenne operativo nel 1978, nasceva con l’obiettivo di curare in modo unitario le politiche commerciali dei soci allo scopo di dare una dimensione nazionale alla commercializzazione della produzione agricola, di offrire una linea completa di prodotti alla grande distribuzione organizzata e di valorizzare i marchi.
 
Inizialmente il consorzio adottò la struttura commerciale (sia gli uomini che le strutture) della Calpo.Nel primo anno di attività realizzò un fatturato di 23 miliardi di lire.
 
Il principale problema con il quale il consorzio si confrontò fu quello di delineare delle politiche unitarie, rispettando l’autonomia dei singoli associati e cercando di conciliare le diverse esigenze. Il funzionamento del consorzio e l’equilibrio fra le diverse realtà fu garantito dall’individuazione di alcuni principi fondamentali: contabilizzazione costi-ricavi; obbligo da parte dei soci di conferire l’intera produzione; definizione di programmi e di una strategia comune all’interno della quale i singoli soci definivano le proprio linee di sviluppo. Contemporaneamente venne rafforzata l’integrazione fra le diverse realtà allo scopo di rendere più omogenei i sistemi contabili e gli standard qualitativi nelle diverse fasi del processo produttivo.
 
Nel 1983 ebbe inizio il processo di internazionalizzazione con la creazione a Londra della società Mediterranean Growers Ltd a cui venne attribuito il compito di commercializzare i prodotti del consorzio in Gran Bretagna e Irlanda. Un secondo passo importante fu nel 1988 la sottoscrizione di un accordo pluriennale per la fornitura esclusiva di derivati di pomodoro con la giapponese Ohmy Foods Ltd (società collegata al colosso Mitsui), grazie al quale Valfrutta divenne uno dei marchi di derivati del pomodoro più venduti in Giappone.
 
Negli anni novanta la strategia di internazionalizzazione conobbe una svolta con l’acquisizione di diversi stabilimenti nei principali paesi europei: nel 1990 vennero comperate due aziende del sud della Francia, la Otra S.A e la Barbier Dauphin S.A., che operavano nel settore della trasformazione del pomodoro e nella produzione di piatti pronti e specialità francesi con i marchi Dauphin e Dea; sempre nello stesso anno in Germania fu acquisita un’azienda produttrice di conserve di verdure, la Warburg Gmbh, alla quale venne affidata anche la commercializzazione degli altri prodotti del consorzio Conserve Italia in Germania e Olanda; nel 1996 fu creata la società commerciale Konserwa Polska per la penetrazione nei mercati dell’Europa orientale, la quale nel 1998 acquisì uno stabilimento di produzione a Lodz; nel 1997, attraverso la controllata Otra s.a. furono comperate due altre società francesi, la Lomco, dotata di moderne linee di lavorazione per la produzione di mais dolce in scatola, derivati del pomodoro e vegetali sottovuoto e la Verjame S.A, la prima azienda per la trasformazione della frutta in Francia; nel 1997-98, a completamento della penetrazione nel mercato francese fu creata Conserve France che incorporò le altre società del gruppo operanti in quel paese, collocandosi fra le prime tre aziende francesi nel settore delle conserve vegetali; nel 2003, infine è stata acquisita la società Juver Alimentacion SA, prima azienda spagnola nella produzione di succhi.
 
Per quanto riguarda la crescita sul mercato nazionale le operazioni più importanti sono state: nel 1984 l’acquisizione dalla Gio Buton della società Salfa spa, impegnata nella produzione e commercializzazione di nettari, succhi di frutta e bevande col marchio Derby; la creazione nel 1990 del Consorzio cooperativo dei surgelati Italia, assieme ad altri consorzi cooperativi (Brina, Orogel e Est Surgelati); nel 1994, l’acquisizione dalla Federconsorzi, ormai in liquidazione, della Società Massalombarda-Colombani Spa detentrice dei marchi Yoga e Jolly Colombani; la realizzazione di un nuovo grande stabilimento a Codigoro nel 2002.
 
Il processo di espansione avviato negli anni ottanta rese ben presto necessaria la riorganizzazione del gruppo che nei quattro anni che vanno dal 1990 al 1994, si trasformò da un consorzio di terzo grado ad uno di secondo.
 
Nel 2002 Conserve Italia ha realizzato un fatturato di 795 milioni di euro e si presenta come un' azienda multi-brand che serve il mercato con i propri marchi Valfrutta, Yoga, Jolly Colombani e Mon Jardin, oltre ai marchi Derby, attraverso Salfa, e Saint Mamet, tramite Conserves France. Con le sue brand Conserve Italia si conferma leader di mercato in Italia per i nettari, i succhi e le bevande a base di frutta (30% di quota di mercato), per i derivati del pomodoro (13%), per i vegetali in scatola (45%) e per la frutta allo sciroppo (26%). Nei 16 stabilimenti di Conserve Italia, di cui 11 in Italia, 4 in Francia ed 1 in Polonia, sono state trasformate quasi 480.000 tonnellate di prodotti ortofrutticoli con l'impiego di 1.400 addetti fissi ed oltre 1.200 lavoratori stagionali. 
 
Alla fine del 2004  il gruppo agroalimnetare Cirio-De Rica è stato acquisito e salvato dal  fallimento da Conserve Mediterraneo, una nuova società appositamente costituita e partecipata al 49% da tre fondi di private equity  ed al 51% da Conserve Italia. Nel luglio 2006 i fondi hanno ceduto le quote di participazione al consorzio cooperativo che era già titolare del marchio Valfrutta. Il consorzio Conserve Italia in base ai dati aggiornati delle vendite maggio-giungo 2006 detiene, quindi, il 27,9% del mercato nazionale dei pelati e passate di pomodoro (CirioDeRica quota del 17,2%; Valfrutta quota del 9%) 

Fonte:
Bilancio Conserve Italia, anni vari.

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