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 Cmc

Il 7 marzo 1901, trentacinque muratori romagnoli costituirono la «Cooperativa fra gli operai, muratori e manuali del Comune di Ravenna»: è l’avvio di uno dei più lunghi e più proficui percorsi imprenditoriali nel settore edile, non solamente in riferimento alle società cooperative. Nel 1909 l’impresa si fuse con una consorella che associava i cementisti, e assunse il nome di Cooperativa Muratori e Cementisti (CMC).
Nel 1915, alcune divergenze di natura politica tra socialisti e repubblicani portarono alla scissione delle maestranze; alcuni operai fuoriuscirono e diedero vita ad una nuova cooperativa di orientamento mazziniano. Per cui, per una decina di anni a Ravenna convissero due cooperative edili, comunemente denominate la Vecchia e la Nuova.
 
Nel 1928, la politica del regime fascista di “spoliticizzare” la cooperazione portò ad una fusione coatta delle due realtà imprenditoriali. Durante il ventennio, la riunificata CMC godette di una certa fortuna, grazie ad una serie di rapporti di collaborazione tra la nuova dirigenza e il fascismo locale; gli esponenti ravennati del regime, infatti, tenevano a mostrare la CMC come il prodotto di un libero associazionismo dei lavoratori italiani, sottratti alle ideologie distorsive del socialismo, e quindi finirono per favorirla in più occasioni. Anche se il consiglio di amministrazione a volte tradì gli ideali ed i valori della cooperazione, dal punto di vista economico ebbe la capacità di irrobustire l’azienda e di fornire il lavoro a diverse centinaia di operai.
 
Nel secondo dopoguerra, epurata di quegli elementi che maggiormente erano stati vicini al fascismo, la cooperativa fu leader del processo di ricostruzione nel Ravennate, e acquistò quell’esperienza e quella solidità necessaria per diventare uno dei principali protagonisti del mercato. Nonostante una piccola crisi nei primi anni cinquanta, allorché alcuni cooperatori di orientamento socialdemocratico e repubblicano fuoriuscirono per dare vita all’ACMAR, la CMC operò con successo nella costruzione di impianti petrolchimici a Ravenna ed in Sicilia, di opere per il porto di Ravenna, e di alcune centrali elettriche, tra cui la più grande in Italia, alla foce del Po.
 
All'inizio degli anni sessanta, grazie al forte sviluppo tecnologico, la cooperativa intensificò le sue specializzazioni, la qualificazione professionale dei soci e dei quadri tecnici, e adottò nuove tecnologie di costruzione. In questa maniera, dopo importanti esperienze fatte nel settore della viabilità ordinaria, la CMC poté imporsi nella realizzazione dei primi piani autostradali nazionali, e ottenne riconoscimenti di livello nazionale con il viadotto del Gorsexio, lungo l’autostrada che collega Voltri con Alessandria, e con il ponte di ferro sul torrente Platano, nel tratto autostradale che collega Potenza all'autostrada del Sole.
 
Pur fra ricorrenti crisi del settore, la CMC ha sempre registrato una graduale ma costante crescita delle proprie dimensioni e ha esteso le aree geografiche della sua presenza, anche fuori dai confini nazionali. L'ingresso nel mercato estero è avvenuto nel 1975 con un appalto in Iran, poi ha operato soprattutto in Africa nella costruzione di strade, dighe, silos e complessi molitori per cereali. Verso la fine degli anni ottanta la CMC ha arricchito la sua attività all'estero con nuove e più complesse specializzazioni nel campo dei lavori in sotterraneo e delle opere idrauliche, estendendo la propria zona operativa alle aree dell'Estremo Oriente.
 
Negli anni più recenti ha aumentato la sua capacità di realizzare opere tecnologicamente molto complesse nel sub-suolo (metropolitana di Milano, ferrovie per treni ad alta velocità, impianti idroelettrici nelle Filippine, un sifone sotto al canale di Suez, tunnel e viadotti autostradali ed idraulici a Taiwan e in Cina); e oggi continua a rappresentare un modello imprenditoriale nell’ambito della cooperazione di costruzione.
 
Fonti:
Roberto Malucelli, La Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna. 1901-1915, Imola, Galeati, 1978;
Pierpaolo Vichi, La Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna. 1916-1926, Imola, Galeati, 1981;
Giovanni Montanari, La Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna durante il fascismo. 1926-1945, Milano, Feltrinelli, 1986;
Giulio Sapelli – Stafano Zan, Costruire l’impresa: la Cooperativa Muratori Cementisti di Ravenna dal 1945 al 1972, Bologna, Il Mulino, 1991;
Giorgio Pedrocco (a cura di), 1901-2001. Cmc cent’anni, Ravenna, stampa Cmc, 2001.
 
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