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 Unipol spa

Nel corso del novecento la Lega si pose più volte l’obiettivo di fa nascere una propria compagnia di assicurazione, tuttavia solo nel 1962 tale desiderio si realizzò, quando la famiglia Buglione, proprietaria della casa automobilistica Lancia (prossima ad essere incorporata nella Fiat) mise in vendita una piccola società non ancora operativa, l’Unipol, che era stata costituita nel 1961 allo scopo di farne una compagnia di assicurazione specializzata nel ramo auto.
 
A partire dal 1959 la Federcoop di Bologna aveva avviato con successo presso la propria sede dapprima una coagenzia collegata alla sede bolognese di Agricoltura Assicurazione e successivamente un’ agenzia generale in base ad accordi con la Savoia Assicurazione. Sulla base del successo ottenuto da questi primi esperimenti, la Federcoop di Bologna, alla quale si unirono anche tutte le altre Federcoop emiliano romagnole, oltre a quella di Milano, si fece promotrice dell’acquisizione di Unipol, la quale cominciò la sua attività nel 1963.
 
Durante i primi sette anni di vita la società, che si era specializzata nel ramo danni e dal 1969 aveva introdotto anche il ramo vita, crebbe rapidamente (nel 1969 copriva il 2% del mercato) grazie alla conquista di quello che era il suo mercato di riferimento, vale a dire il mondo sindacale, quello cooperativo e quello della sinistra: essa si presentava come l’altra cooperativa, quella che non perseguiva il profitto ma si poneva al servizio dei soci e degli assicurati.
 
Negli anni settanta affrontò una prima grave crisi che spinse alcuni dirigenti e alcuni esponenti del mondo cooperativo a suggerirne la cessione. Tuttavia, il gruppo dirigente guidato da Cinzio Zimbelli, riuscì a risolvere in pochi anni quelli che erano i tre principali nodi e a gettare le basi della futura espansione: in primo luogo venne aumentato il capitale sociale con l’ingresso di nuovi soci, vale a dire le tre confederazioni sindacali, Uil, Cgil, Cisl (direttamente o attraverso loro finanziarie) e la Volksfursorge, compagnia assicuratrice di Amburgo all’epoca controllata dalla finanziaria dei sindacati della Germania federale, e successivamente la Cna, la Cia e la Confesercenti; secondariamente si riorganizzò l’attività e si definirono percentuali più basse per le provvigioni.
 
Gli anni ottanta furono segnati dall’importante decisione di quotarsi in borsa dapprima con le azioni privilegiate (1986) e successivamente anche con le azioni ordinarie (1990): tale scelta venne a lungo dibattuta ma alla fine prevalse la strategia di dotare di maggiore capitale proprio la compagnia per gettare le basi di una nuova crescita. Nel 1991 nell’ambito della nuova strategia di specializzazione per prodotto e per canale di vendita, si diede vita alle compagnie di settore e Unipol assunse l’aspetto di un gruppo. L’impegno degli anni ottanta e novanta diede buoni risultati in termini di quote di mercato: Unipol che si collocava al 10° posto nel 1981 era risalita all’8° nel 1999. La crescita maggiore si realizzò comunque nei primi anni del 2000, attraverso un’aggressiva politica di acquisizioni che permise di incorporare la Aurora Assicurazioni, la Meie assicurazioni, la Meie vita, la Navale assicurazioni, la Bnl vita nel 2000 e Winthertur Assicurazioni nel 2003. Con queste operazioni Unipol è risalita sino al 4° posto nell’elenco dei maggiori gruppi assicurativi italiani. Negli stessi anni la società ha anche attuato una diversificazione produttiva, con la costituzione di Unipol banca e l’acquisizione di 51 sportelli da Banca intesa (2001) e di 60 filiali del gruppo Capitalia (2002).
 
Fonte:
M. Gabbiano, A. Calabrò, Da via Stalingrado a Piazza degli Affari: La storia dell'Unipol, ed. Marsilio, Venezia, 1988.
 
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