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 Banca Etica

Banca Etica è un istituto di credito le cui attività e obiettivi si ispirano ai principi della finanza etica, intesa come strumento di gestione del risparmio finalizzato allo sviluppo dell'economia civile (sociale e non profit).
 
Le prime esperienze di finanza etica in Italia si devono far risalire alle cooperative Mag (mutue per l'autogestione), le quali erano sorte per raccogliere il risparmio tra i soci e prestarlo a chi era in difficoltà o a chi proponeva progetti con finalità sociale. Le Mag, che nella valutazione della concessione del fido verificavano l'impatto sociale ed ambientale dei progetti realizzati piuttosto che le garanzie patrimoniali degli affidatari, operavano soprattutto nel settore della solidarietà sociale (finanziando progetti di inserimento di soggetti svantaggiati o disabili nel mondo del lavoro) dell’ambiente (finanziando progetti di raccolta differenziata e riciclaggio dei rifiuti; di produzione, distribuzione di prodotti biologici e naturali, ecc..) e dell’animazione sociale.
 
Lo sviluppo delle Mag fu costante e rapido fino agli anni '90, quando venne rallentato da alcuni interventi legislativi. In particolare, per molte di esse fu impossibile proseguire l’attività, quando, con la cosiddetta legge anti-riciclaggio (D.Lgv. n. 197/91), l'attività di impiego del denaro venne riservata alle organizzazioni con capitale sociale pari o superiore ad un miliardo di Lire. Inoltre, il Testo Unico in materia bancaria e creditizia, L.385/93, modificando radicalmente il requisito per svolgere l'attività di intermediazione creditizia e disponendo che solo le aziende bancarie fossero abilitate a raccogliere il risparmio dalle persone fisiche, costrinse le Mag a rivedere completamente la loro funzione ed operatività.
 
E’ in questo contesto che la riflessione sulla creazione della prima banca italiana avente come scopo il sostegno di un modello di sviluppo attento ai bisogni dell'uomo e dell'ambiente subì un’accelerazione, tanto che, nel dicembre 1994, 22 organizzazioni del non profit diedero vita all’ Associazione Verso la Banca Etica.
 
I soci fondatori furono: ACLI, AGESCI, ARCI, Ass. Botteghe del Commercio Equo Solidale, Ass. Italiana Agricoltura Biologica, CGM, Cooperativa Oltremare, Cooperazione Terzo Mondo, CtmMag, Emmaus Italia, Europe Conservation, Fiba - Cisl Brianza, Gruppo Abele, Janus, Mag 2 Finance Milano, Mag 4 Piemonte Torino, Mag Venezia, Mani Tese, Overseas, Uisp e Ust - Cisl Brianza. Ad essi se ne aggiunsero molti altri successivamente, tra i quali le maggiori associazioni di protezione dell’ambiente presenti in Italia, alcune banche popolari, alcune associazioni religiose e diverse realtà del mondo cooperativo del volontariato.
 
Furono comunque necessari ben 4 anni perché il progetto si concretizzasse: nel 1995 venne costituita la cooperativa “Verso la banca etica” con l’intento di costruire una banca di credito cooperativo e raccogliere i 5 miliardi di lire necessari; nel 1996 a seguito delle difficoltà che emersero in termini di competenza territoriale si decise di optare per il modello di banca popolare e di raccogliere i 12,5 miliardi di lire necessari; il 30 maggio 1998 l’assemblea dei soci deliberò la trasformazione di “Cooperativa Verso la Banca etica” in “Banca popolare etica” e nominò il primo consiglio di amministrazione; il 2 dicembre arrivò l’autorizzazione della Banca d’Italia; l’8 marzo 1999 aprì la sede di Padova, seguita in rapida successione dalle filiali di Brescia, Milano, Roma e Vicenza. Negli anni successivi Banca etica cercò di dotarsi degli strumenti necessari per la gestione del risparmio attraverso la costituzione di Sgr Etica, una società di gestione di fondi comuni.
 
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