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 Latteria Soresinese

La Latteria Soresinese venne costituita nei primi mesi del 1900 da alcuni dei maggiori agricoltori e proprietari terrieri di Soresina, un area con una antica vocazione alla produzione di latte. Diversamente da altre cooperative, grazie ad un’attenta gestione finanziaria, essa riuscì, sin dai primi anni, a coniugare una elevata remunerazione del latte con l’accumulo di riserve, tanto che proprio in virtù del patrimonio netto posseduto essa fu in grado di mantenere sempre basso l’indebitamento.
 
Dal 1900 alla seconda guerra mondiale lo stabilimento venne incessantemente ampliato e rinnovato nei fabbricati e nei macchinari, mentre la manodopera passò da 130 persone nel 1914 a circa 500 alla fine degli anni trenta. Finchè le vicende della cooperativa non vennero condizionate dal fascismo, essa si distinse sia per l’opera di promozione degli ideali cooperativi presso gli agricoltori sia per l’impegno nel rinnovamento gestionale non solo del proprio ma anche di altri sodalizi lattiero-caseari.
 
Le strategie aziendali ebbero sempre nell’innovazione uno dei punti cardine e questo permise alla Latteria Soresinese di sviluppare un’ ampia gamma produttiva che andava dal burro di prima qualità a diversi generi di formaggi da pasto, al latte condensato, anche grazie alla collaborazione con la Stazione sperimentale di caseificio di Lodi da cui proveniva una parte della stessa dirigenza tecnica del sodalizio. A questo proposito altrettanto importante fu l’assunzione di capo casari di origine svizzera e tedesca che consentirono alla Soresinese di rafforzare le produzione di emmenthal, fribourg e sbrinz.
 
Nonostante il continuo aumento del numero dei soci, il periodo fascista fu caratterizzato da moltissime difficoltà. In primo luogo la Latteria venne commissariata nel 1928, al termine di una lunga serie di pressioni che spinsero i vecchi dirigenti alle dimissioni. Inoltre negli anni trenta una serie di provvedimenti governativi posero al bando le due lavorazioni base sulle quale si imperniava la produzione della Soresinese: la fabbricazione del vacchino (pecorino romano prodotto con latte vaccino) e la fornitura del latte ridotto di volume alle centrali. La risposta a tali difficoltà fu il potenziamento della fabbricazione del formaggio ad uso reggiano e la vendita del latte condensato alle colonie e alle truppe italiane.
 
Nel secondo dopoguerra, la crescita della Soresinese è stata lenta ma costante e non ha conosciuto crisi, anche in virtù dell’adozione di una strategia prudente che non ha mai ricercato improvvisi salti dimensionali né promosso fusioni o acquisizioni.
 
Per quanto riguarda la gamma produttiva, sono almeno tre le scelte strategiche che hanno segnato la storia di questa cooperativa: la prima, che risale ai primi anni cinquanta, fu la decisione di potenziare la produzione di grana padano e di internalizzarne la stagionatura (nei quaranta anni successivi la produzione di grana assorbì sempre tra il 40% e il 50% del latte conferito); la seconda, che ebbe esiti tutt’altro che positivi, fu nel 1960 l’avvio della diversificazione nell’allevamento dei suini (dopo fortune alterne questo ramo d’azienda venne ceduto a terzi nel 1998) allo scopo di impiegare un sottoprodotto del latte; la terza, dettata dalla stagnazione del mercato dei prodotti caseari, fu nel 1967 l’avvio della produzione di latte alimentare sterilizzato.
 
A queste produzioni fondamentali si affiancarono nel corso degli anni numerosi altri prodotti: il gorgonzola nel 1962, il latte in polvere nel 1966, lo yogurt nel 1972, la mozzarella nel 1977.
 
Gli anni novanta sono stati caratterizzati da una profonda razionalizzazione delle attività che ha toccato un po’ tutti gli aspetti: la funzione produttiva, quella commerciale, l’organizzazione interna e la composizione societaria. Inoltre è stata elaborata una strategia più aggressiva, volta alla conquista della leadership nei prodotti tipici italiani: famiglia grana, famiglia provolone. A tale scopo, dopo aver investito nel corso del decennio circa 50 miliardi per il rinnovamento degli impianti, verso la fine degli anni novanta ha intensificato gli investimenti nella politica di marca e nella funzione commerciale.
 
Fonte:
G. Bigatti, a cura di, Latteria Soresinese, 1900-2000, Storia di un’impresa, Amilcare Pizzi, Milano, 2000
 
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