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 Leone Wollemborg

(Padova 1859 - Camposampietro (PD) 1932) Discendente da una famiglia ebraica originaria di Francoforte sul Meno trasferitasi a Padova sin dalla seconda metà del Settecento, si laureò in giurisprudenza presso l'ateneo cittadino. Di idee liberali, seguace del Luzzatti, dopo la laurea si dedicò allo studio dell'opera di Raiffeisen, col quale entrò poi in rapporto epistolare. A spingere il giovane Leone ad approfondire il pensiero del fondatore del sistema delle casse rurali cattoliche tedesche fu l'avversione per la professione del padre, il quale praticava il prestito ad usura nelle campagne venete. La diretta conoscenza delle difficili condizioni di vita delle popolazioni contadine di Loreggia, il centro del padovano dove la famiglia possedeva vaste proprietà, lo indusse nel 1883 a fondare la prima cassa rurale italiana. Il successo dell'iniziativa, alla cui realizzazione contribuirono alcuni notabili del paese, lo portò ad intraprendere una serie di viaggi e conferenze a livello nazionale, mentre proseguiva lo slancio fondativo delle casse rurali. Per meglio propagandare l'attività dei nuovi istituti di credito fondò la rivista "Cooperazione rurale", mentre la nascita di un discreto numero di casse rurali "neutre", soprattutto nel Veneto, lo indusse a dar vita alla Federazione regionale.
 
Dal 1885 fu consigliere comunale di Loreggia, mentre nel 1892 fece il suo ingresso nella vita politica nazionale, risultando eletto alla Camera dei deputati; la sua elezione venne riconfermata più volte sino alla vigilia della prima guerra mondiale. Come deputato si fece promotore di numerose proposte legislative, tra cui quella approvata dal Parlamento nel 1900 sulla vendita del chinino di Stato come rimedio terapeutico contro la malaria. Ricoprì anche incarichi di governo, dapprima come Sottosegretario alle finanze del governo Pelloux, e nel 1901 come Ministro delle Finanze nel governo di svolta liberale guidato da Zanardelli. In tale veste presentò un importante disegno di legge di riforma tributaria, che prevedeva l'introduzione della progressività delle imposte dirette e l'abolizione del dazio di consumo ma che non fu tuttavia approvato.
 
Nel 1914 venne nominato Senatore a vita dal Presidente del Consiglio Antonio Salandra. Dopo l'avvento al potere di Mussolini, Wollemborg non interruppe l'attività parlamentare, prendendo spesso posizione contro i governi fascisti in merito soprattutto ai provvedimenti economici.
 
Si spense nell'agosto del 1932 all'ospedale di Camposampietro in provincia di Padova.
 
Per approfondire:
R. Marconato, La vita e le opere di Leone Wollemborg. Il fondatore delle casse rurali nella realtà dell'Ottocento e del Novecento, Treviso, 1984.


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