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26 marzo 2018
Cambiare l’abitare cooperando
Il Gestore Sociale Cooperativo come infrastruttura dell’housing sociale e del welfare urbano”



Legacoop Abitanti in collaborazione con la Fondazione Housing Sociale, Finabita, Politecnico Milano e con il contributo di Coopfond ha presentato a Roma il 21 marzo, presso Legacoop – Sala Besevi, il libro “Cambiare l’Abitare Cooperando. Il Gestore Sociale Cooperativo come infrastruttura dell’housing sociale e del welfare urbano”. Attraverso la presentazione del volume, si vuole aprire un confronto sulle prospettive di operatività del Gestore Sociale Cooperativo in un’ottica intersettoriale e di attivazione di tutte le leve per costruire progetti di welfare dinamico sui territori. In particolare si è discusso della definizione cui si è giunti di un modello imprenditoriale riconoscibile e valutabile dagli stakeholder ai quali si rivolge e che si confronta con i processi di valutazione competitiva. L’intenzione è quella di far misurare i partecipanti alla giornata sui modelli di gestione, sui processi e sulle competenze necessarie per rendere sempre più competitivo il compito che il Gestore Sociale potrà svolgere nel settore più ampio degli investimenti a impatto sociale. Nella Cascina Merlata c’è uno spazio bimbi, dove le mamme fanno giocare a turno i figli di tutti ed è nata una piattaforma web per gestire gli spazi comuni. Nel Borgo Figino è decollata un’associazione che organizza corsi di ballo, il cinema estivo e il Pedibus, per accompagnare a turno i bimbi a scuola. Iman racconta che a ViVi Voltri “si respira una bella aria: se ci sono dei problemi possiamo risolverli” e magari stemperarli nella Festa dei Vicini.  Ad Orbassano è nato un Fondo di solidarietà: ognuno versa una quota per dare una mano quando una famiglia non riesce a pagare una bolletta o una rata e la cooperativa fa la sua parte, con piani di rientro per le cifre più onerose molto soft, in modo da evitare indebitamento con altri soggetti, alti interessi e perdita della casa. A San Lorenzo a Greve ci sono ritrovi per i bimbi ma si trova anche qualcuno per accompagnare ad una visita medica un’anziana rimasta sola. Voci dall’universo di un nuovo abitare, capace di intrecciare casa e welfare di prossimità, socialità e rigenerazione urbana. Una piccola rivoluzione resa possibile dal Gestore sociale cooperativo, una figura che cura non solo amministrazione e manutenzione, ma che si preoccupa anche di far crescere la comunità. Tante esperienze raccolte nel volume presentato mercoledì scorso a Roma “Cambiare l’abitare cooperando. Il Gestore sociale cooperativo come infrastruttura dell’Housing Sociale e del welfare urbano”.  Il libro raccoglie gli esiti di un percorso laboratoriale promosso da Legacoop Abitanti, insieme a Finabita, a Fondazione Housing Sociale e al Politecnico di Milano, realizzato con il sostegno di Coopfond. “Il Gestore sociale cooperativo – spiega Rossana Zaccaria, presidente di Legacoop Abitanti – rappresenta l’anello di congiunzione tra la comunità di abitanti e gli investitori ed è un anello fondamentale per far crescere la sostenibilità sociale, capace tra l’altro di innescare un ciclo virtuoso che contribuisce al miglioramento della sostenibilità economico-finanziaria dell’iniziativa”. Fa bene alla comunità, fa bene anche ai conti. A confermarlo sono i tanti casi raccolti dalla ricerca e riassunti in una serie di video presenti sul canale YouTube di Legacoop Abitanti e proiettati durante la presentazione del volume. La morosità negli interventi in cui la cooperativa è il Gestore Sociale – ha raccontato ad esempio Sara Travaglini di Dar=Casa – è in linea con il valore medio della proprietà indivisa, mentre Paola Delmonte, direttore Social Housing di CDP Investimenti Sgr, ha raccontato come il modello del Gestore sociale stia iniziando a “contaminare” positivamente anche il mondo Real Estate portando l’idea che la creazione di una comunità coesa produca anche stabilità degli asset immobiliari. Dopo tanti anni di esperienza – come ha esplicitato Giordana Ferri, direttrice di Fondazione Housing Sociale – questa ricerca può consolidare e definire un metodo, permettendo di non considerare più l’attività di community come ancillare rispetto alle altre funzioni tradizionali di amministrazione e manutenzione. La legge di Stabilità 2018, ha ricordato Federico Mento direttore di Human Foundation, ha previsto un fondo di 25 milioni di euro riguardante interventi di innovazione sociale con misurazione dell’impatto: il Gestore sociale può e deve intercettare queste possibilità. Ha dunque anche opportunità concrete per estendersi.  Un’evoluzione – ha commentato il direttore generale di Coopfond Aldo Soldi – che testimonia come “un’altra Italia sia possibile”, come cioè si possa rispondere alla paura e alle chiusure ricostruendo quel tessuto comunitario che può contribuire a rilanciare la fiducia e la capacità di fare assieme. Una rivoluzione possibile grazie ad un elemento che emerge dalla pubblicazione, ha proseguito Soldi, ovvero la costruzione di una squadra tra attori molto diversi. È l’importanza del “fattore cooperativo” richiamata anche da Fabio Bastianelli, amministratore delegato di Finabita, nel modello di Gestione sociale e nel consolidamento di un network di soggetti strutturati che consentirà di accogliere anche le sfide di Rigenerazione Urbana. L’importanza di superare un approccio settorializzato rispetto al tema della casa è stato espresso da Eleonora Vanni, presidente di Legacoop Sociali, che ha richiamato la necessità di creare “comunità competenti” che definiscano nuove visioni intersettoriali. Le conclusioni di Mauro Lusetti hanno ricordato l’importanza di mantenere sempre la distinitività cooperativa della funzione del Gestore sociale in progetti abitativi, che deve essere orientata alla coesione sociale e evitare il rischio di essere strumento di logiche di profitto immobiliare.  Fondamentale, ha concluso Lusetti, è il lavoro di Legacoop Abitanti, che ha saputo costruire un sentiero con elementi di discontinuità rispetto alla fase precedente ed è impegnata nel creare una “filiera” innovativa e nell’offrire opportunità formative per consentire alla cooperative di interpretare i cambiamenti.

- Programma (135 KB)
- Presentazione Presidente Rossana Zaccaria (3339 KB)
- Sara Travaglini - Presidente DAR=CASA (662 KB)
 
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